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A quattro mesi dal 3 marzo: gli impegni restano carta

15 maggio 2026 di Direttivo MaiPiùAmianto 1 letture
A quattro mesi dal 3 marzo: gli impegni restano carta
Il 3 marzo scorso il Consiglio Comunale di Napoli ha scelto di riunirsi presso la sede della Municipalità 10, a Bagnoli.

Una seduta monotematica che, almeno sulla carta, aveva il sapore di una svolta. L'ordine del giorno approvato conteneva impegni precisi e significativi: chiarire i tempi di completamento della messa in sicurezza della colmata, definire modalità, costi e responsabilità per la rimozione delle opere legate alla Coppa America, garantire l'accesso libero e gratuito al mare, escludere nuove cubature residenziali e un porto turistico.

Tra gli impegni figuravano inoltre una bonifica completa dell'area marina e terrestre con monitoraggio ambientale costante, clausole sociali per garantire lavoro qualificato con ricadute sul territorio, aggiornamenti semestrali al Consiglio Comunale sull'utilizzo delle risorse e la realizzazione di un Parco Urbano a verde boschivo, sottratto a ogni forma di speculazione.

Dulcis in fundo, era prevista l'istituzione di un tavolo permanente di confronto tra Consiglio Comunale, Struttura Commissariale, Municipalità e rappresentanze sociali e associative del territorio.

Un atto importante. Tardivo, perché i cantieri erano già aperti e le scelte più rilevanti erano già state compiute, ma comunque significativo. Un impegno votato all'unanimità dall'intera Assemblea che avrebbe potuto rappresentare l'inizio di un reale cambio di passo e aprire finalmente uno spazio concreto di partecipazione per i cittadini.

Sono passati quasi quattro mesi.

Il tavolo permanente di confronto non è mai stato convocato. Le rappresentanze sociali e associative non sono state coinvolte in alcuna forma strutturata. La Struttura Commissariale ha proseguito il proprio lavoro come se quell'ordine del giorno non fosse mai esistito. La Giunta ha fatto altrettanto.

E il Consiglio Comunale, lo stesso che aveva approvato quegli impegni all'unanimità, non risulta aver adottato alcun atto di verifica, né aver inviato un sollecito formale o dato un segnale pubblico della volontà di dare seguito a quanto deliberato.

Le istanze del territorio, nel rispetto dei principi democratici di partecipazione e pluralismo, non sono da tempo interpretate dalla Municipalità e dal suo Presidente, rendendo di fatto l'Istituzione un organismo privo di reale funzione rappresentativa.

Solo qualche ringraziamento di circostanza e poi il silenzio. Rinunciando al proprio ruolo di prima Istituzione di prossimità, tra un quartiere che chiede risposte e un'amministrazione che sembra non volerle ascoltare, è stata scelta la strada della quiete, che non disturba nessuno, se non i cittadini che continuano ad attendere.

I cittadini chiedono semplicemente di essere informati su ciò che accade nel proprio quartiere, di essere coinvolti nelle decisioni che ne cambieranno il volto per i prossimi decenni e di ricevere le risposte che le Istituzioni si sono formalmente impegnate a fornire.

Un quartiere che ha già pagato, e continua a pagare, un prezzo altissimo tra inquinamento, malattie e lutti, per le scelte compiute da altri e per l'ignavia dimostrata dal Governo e dalle Istituzioni locali di fronte alla recrudescenza del fenomeno bradisismico.

I cittadini non devono dimostrare di meritare ascolto. Sono le Istituzioni che devono dimostrare di meritare la loro fiducia.

A quasi quattro mesi dal 3 marzo, quella fiducia è stata ricambiata con il silenzio.

E il silenzio, in questo caso, è la risposta più chiara che potevano dare.